Tale frassino secolare è sito nei pressi di Campoferro presso Voghera, vicino alla tangenziale che collega Casteggio a Voghera, che la tradizione vuole essere l'albero della piccola vedetta lombarda, secondo De Amicis autore del libro "Cuore" durante il combattimento di Montebello avvenuto nella Seconda Guerra d'Indipendenza Italiana tra esercito franco-piemontese contro l'esercito austriaco il 20 Maggio 1859, un ragazzo salì su di un albero per segnalare ai piemontesi gli spostamenti delle truppe austriache, che avvistatolo spararono parecchi colpi per abbatterlo, nonostante gli appelli del comandante dei cavalleggieri piemontesi di scendere, rimase eroicamente sul posto di vedetta e colpito da una fucilata, morì.

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Sabato, 13 Aprile 2013 16:22

Palazzo Dattili Della Torre di Voghera

Palazzo Dattili è un edificio costruito in laterizio a vista, la facciata in stile neoclassico non presenta peculiarità stilistiche ed è integrato con altri edifici nel centro cittadino, ma la storia ad esso collegata è notevole dato che vi soggiornò e pernottò Napoleone Bonaparte dopo la Battaglia di Casteggio-Montebello del 9 Giugno 1800 e preludio della grande battaglia di Marengo. Nella battaglia di Casteggio- Montebello, ricordata nelle stampe d'epoca come la "Bataille du Copu", battaglia del Torrente Coppa, vide emergere il genio di un generale napoleonico Jean Lannes che era avanguardia dell'esercito francese proveniente, vi aveva attraversato il Po, a San Cipriano Po e con un numero di fanti nettamente inferiore circa 8.000 contro 14.000 austriaci diede battaglia che durò un giorno intero, lo scontro iniziò nella Frazione Fumo di Corvino S. Q. dove gli austiaci erano attestati sulla riva sinistra di un corso d'acqua che è localizzato, proveniendo da Casteggio, all'imbocco di Fumo e che scorre dalla frazione Rivetta. Le loro artiglierie strategicamente poste sulle prime colline che iniziano ad elevarsi sulla pianura, battevano la pianura stessa, Gli austriaci furono sconfitti e ripiegarono. Lo scontro fu oltremodo violento e duro a Casteggio per occupare i ponti che attraversavano il Torrente Rile e Coppa, e furono definitivamente sconfitti in Montebello e si ritirarono verso Voghera

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Martedì, 09 Aprile 2013 10:33

Museo Archeologico di Casteggio

Il Museo Archeologico di Casteggio è l'unico museo archeologico dell'Oltrepò Pavese abilitato dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici della Lombardia alla consrvazione di tali beni, che occasionalmente vengono ritrovati in tutta la zona oltrepadana, ospita materiale di scavo di epoca che và dal neolitico all'epoca celtica e romana ed in particolare, materiale fittile, ceramica grigia denominata a pareti sottili proprio per l'esiguo spessore delle pareti, ceramica nera denominata campana e ceramica rossa denominata aretina, oggetti di uso quotidiano bronzeo, ninnoli in pasta vitrea, lacrimatoi, lucerne con impressi i marchi dei vari produttori locali, una testina pregevole in bronzo celtica, elementi di collana in pasta vitrea, monete e due tombe complete; una denominata cappuccina e l'altra che è tipica della zona che è denominata a cassone. Infatti sono utilizzati un gran numero di mattoni sovrapposti che costituisce l'impianto della sepoltura che ha forma di un cassone. Il Museo è costituito da quattro sezioni: La geologia e la paleontologia: che raccoglie testimonianze delle prime forme di vita che hanno preceduto l'avvento dell'uomo. La preistoria e la protostoria : dal neolitico (IV millenio a.c.) con la capanna di Cecima fino all'arrivo dei popoli celtici passando per l'età del rame, del bronzo e del ferro, ospita reperti come vasi in ceramica, oggetti in bronzo, strumenti in pietra. L'età romana, tardoantica e medievale: molto ricca di manufatti tra i quali spiccano un calice di produzione renana, un pregiato vassoio realizzato a stampo ed un bellisssimo spechietto in vetro e stagno e due statuette che rappresentano Mercurio e Giove, o la patera in terra sigillata dotata di bollo in planta pedis e da ultimo il putto in bronzo da via Anselmi. Le collezioni: ospita materiali donati da privati cittadini, si tratta di oggetti  provenienti dall'Oltrepò Pavese ed in parte dall'Italia centrale e meridionale tra cui un bucchero  etrusco ed una brocca daunia. Il Museo proprio per la grande varietà di reperti è particolarmente  indicato a visite scolastiche didattiche per apprendere gli usi ed i costumi degli antichi abitanti della zona.

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