OltrepEAT

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Mercoledì, 06 Febbraio 2013 15:57

La Chiesa dei Bianchi

La Compagnia dei Battuti di Varzi e l'Arciconfraternita del Gonfalone di Roma, nel 1636 decisero di costruire un loro oratorio, in quanto non potevano più risiedere nei locali che avevano affittato nella chiesa dell'Annunziata (che era ubicata in fondo a via Porta Sottana) perché l'acqua dello Stàffora li invadeva periodicamente.
Pertanto, il 12 settembre del 1636 i suddetti scrissero al feudatario di Varzi, Duca Sforza Sforza, perché concedesse loro di co-struire un oratorio all'interno del borgo, più precisamente in via di Dentro, dove il duca aveva una "camera" che gli rendeva 3 staia di formento all'anno.

Mercoledì, 06 Febbraio 2013 15:53

Chiesa dei Rossi

Il Borgo di Varzi offre, oltre alla più rinomata chiesa romanica dei Cappuccini, un'altra perla architettonica a chi si «avventura» nel centro storico: la Chiesa dei Rossi. 

Posta in mezzo a quelle case che la storiografia vuole costituissero il primitivo nucleo dell'abitato di Varzi, edificato dopo la costituzione, nel 1275, del Marchesato dei Malaspina, questa costruzione è vestigia dell'antica tradizione di religiosità, di gusto e di creatività che la zona ancor oggi conserva. 

La Chiesa dei Rossi è sicuramente del 1636. E' così denominata perché qui si radunava la Confraternita della SS. Trinità, dalla caratteristica mantellina rossa indossata dai Confratelli.

Mercoledì, 06 Febbraio 2013 07:53

Eremo di Sant'Alberto di Butrio

Descrizione
Esterno. Facciata: sopra il portale rettangolare d’ingresso, una finestra a lunetta con archivolto in mattoni a vista. A destra e sinistra della lunetta, due nicchie rettangolari di lieve profondità, contengono iscrizioni. Sui due lati del portale, due finestrelle ad oculo con ghiera in cotto.
Sopra la cornice, il timpano intonacato, con al centro un’iscrizione.
Sopra la falda sinistra del tetto, quasi all’angolo con la facciata, si erge una piccola torretta campanaria di pianta rettangolare, in pietra a vista.
Lato destro e sinistro: unico elemento particolare, la finestra con mensola in cotto.
Interno. Lato destro e sinistro: senza particolari elementi decorativi. 

Mercoledì, 06 Febbraio 2013 07:50

Chiesa dei Cappuccini

Descrizione

Esterno. Facciata: può essere suddivisa in zona superiore ed inferiore. La zona inferiore presenta, al centro, il portale rettangolare, con stipiti ed architrave. Gli stipiti sono decorati a più riquadri e, sopra l’architrave, sormontata da mensola in aggetto, un incavo con affresco. La zona inferiore descritta è in pietra a vista: blocchi squadrati di arenaria grigia, rossa e nera. A destra e a sinistra del portale, due nicchie (una per parte) con volta semisferica, e base occupata da sfera lapidea. Sopra le nicchie, due incavi con affresco. Le due nicchie sono inquadrate da due lesene sporgenti, sempre in pietra, su grosso piedistallo. Le lesene (quattro in totale) intonacate, terminano superiormente in capitelli a modanatura semplice, sostenenti fregio a sua volta caratterizzato da altri quattro capitelli complessi modanati.

Mercoledì, 06 Febbraio 2013 07:47

Oratorio Madonna di Caravaggio

Descrizione

Esterno. Portico: è sostenuto da due colonne; nel frontone è incastonata una targa in marmo bianco che riporta la seguente scritta: "1936 B.V. di Montelungo, pregate per noi". 
Sul retro dell’edificio è stata realizzata una torretta che sostiene una campana di modeste dimensioni. Sopra la tettoia della torretta, vi è una croce in cemento. Anche la torretta risulta in cemento.

Interno. L’interno dell’edificio presenta, sul lato di sinistra, una piccola finestra in vetro colorato.

Cronologia
L’edificio risale al 1936. 

Sistema Urbano
L’edificio risulta posizionato al termine della strada che attraversa la frazione, nella parte alta del paese.

Tipologia

PIANTA. Rettangolare, preceduta da portico.
COPERTURA. Falde coperte da coppi in laterizio. 
VOLTE O SOLAI. Volta a botte.
TECNICHE MURARIE. Paramento esterno ed interno: intonaco dipinto.
PAVIMENTI. Pavimentazione in mattonelle.
Vicende costruttive
Non pervenute.
Osservazioni
Non pervenute.

Bibliografia
ROLANDO SAPELLI, Bagnaria. Storia uomini e fatti, Guardamagna Editore, Varzi, 1997.
Thesaurus Montanus Anno 2003"

 

Mercoledì, 06 Febbraio 2013 07:43

Chiesa S. Bartolomeo Ap. Bagnaria

Descrizione

La zona del castello ancora leggibile consiste in un pianoro dalla forma quadrilatera, chiuso verso est dall’unico resto del torrione coperto completamente da vegetazione rampicante.
La zona a nord e ad ovest è racchiusa da un basso muraglione. Adiacente all’angolo nord est di questa prima zona, vi è un secondo pianoro quadrato racchiuso a nord ovest da un basso muraglione. I lati di sud est risultano assai scoscesi.
I pianori appena descritti occupano la parte più elevata dell’abitato. E’ lecito quindi considerare i ruderi rilevati come resti della torre d’avvistamento.

Martedì, 05 Febbraio 2013 22:18

Val Curone e..

Itinerario di Mototurismo pubblicato grazie alla collaborazione di http://www.giscover.com. Itinerario tracciato daalessandro menozzi, utente di Giscover

I MULINI DELLA VAL CURONE E LA VIA DEL SALE..

(31 AGOSTO 2008)

Voglia di evadere senza stress.. Questo il nostro desiderio, ed ecco che accendiamo la Vecchia Signora in direzione della Val Curone.. Sul sito valcurone.org abbiamo letto della presenza di alcuni mulini. Perfetto! Oggi è il giorno giusto per curiosare un po'! Partiamo relativamente presto e per le 10,30 siamo già in valle. Si comincia la caccia al tesoro.. raggiunto Momperone, abbandoniamo la provinciale, costeggiamo un campo da golf ed eccoci al mulino!

É in una proprietà privata.. entriamo a piedi, armati della nostra curiosità e della macchina fotografica. Restiamo giusto il tempo di curiosare e fare una foto, riprendiamo la strada e raggiungiamo San Sebastiano Curone.. qui c'è il "Molino dei Rocca" se ne parla in un documento del '500, si trova in zona Fitteria.. non è facilissimo trovarlo e sfortunatamente, una volta giunti davanti, scopriamo che è chiuso per restauro.. sarà per il prossimo anno! Continuiamo il giro raggiungendo Gremiasco, parcheggiamo l'AT vicino al castello, e cerchiamo a piedi lungo il Curone.. giusto ai piedi del paese.. ed ecco la grande ruota nascosta in una corte.. anche questa è in proprietà privata! Fortunatamente la proprietaria apre il cancello e scopriamo che questo è il mulino di famiglia..

Gentilissima e orgogliosa ci mostra l'interno del fabbricato ed ecco le due macine che fino a qualche hanno fa lavoravano ancora..

Restiamo a chiacchierare un po' ma la strada ci chiama e così proseguiamo lungo la valle per deviare poi verso Forotondo e poco dopo per Frinti.. Raggiungiamo il paese ma del mulino non c'è l'ombra.. rileggiamo gli appunti tratti dal sito della proloco.."alla confluenza tra il Curone ed il torrente Arisola".. decidiamo di tornare in dietro per qualche centinaio di metri guardando in basso.. la strada segue stretta i declivi della montagna, sotto mi sembra di vedere qualche cosa.. poco dopo una sterrata scompare nella boscaglia.. ci proviamo, raggiungiamo il torrente Arisola, lo attraversiamo ed eccoci finalmente ad un caseggiato.. non c'è nessuno! Parcheggiamo la moto ben in vista e a piedi ci guardiamo attorno.. Troviamo la ruota di ferro esterna ma purtroppo non c'è nessuno che ci possa aprire e mostrare le due macine interne. Peccato! Ormai è mezzogiorno, la fame si fa sentire e così la Vecchia Signora ci porta a Forotondo, da qui abbandoniamo la strada asfaltata e prendiamo una strada bianca che collegandosi alla Via del Sale ci porta al punto designato per il pic-nic: il Monte Bagnolo.

Tempo di posare i due teli e la fame regna sovrana.. il sole si nasconde dietro le nuvole e noi ci prendiamo due orette di completo relax. sono ormai le 15,30, ci aspetta il rientro, accendiamo il motore e ci dirigiamo verso Varzi ripercorrendo il pezzo della Via del Sale già fatta..

e proseguendo poi oltre verso il Pian della Mora, qui la strada bianca peggiora e fatichiamo un po' con i nostri 400 kg abbondanti. Raggiunto il rifugio proseguiamo dritto aprendo un ennesimo cancello d'alpeggio. Proseguiamo sulla strada sterrata seguendo le indicazioni della Via del Sale.. eccoci a un bivio.. decido di andar dritto.. dopo 500mt me ne pento, la strada peggiora, canaloni lungo il sentiero in discesa.. troppo per il nostro peso piuma! Giriamo a fatica la Vecchia Signora che poi pazientemente ci fa riguadagnare il bivio.. continuiamo la sterrata in discesa ricca di ciottoli, ai lati formicai.. incredibile! pian piano la sterrata migliora e diventa più scorrevole ancora qualche km ed eccoci nuovamente su asfalto.. siamo in Val Staffora! Raggiungiamo Varzi, pausa rigenerante e via..

Spesso non serve allontanarsi troppo da casa per scoprire dei piccoli paradisi!

Foto e dati su www.motoflipperando.it

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Martedì, 05 Febbraio 2013 22:15

Via del Sale Varzi

Itinerario di Mototurismo pubblicato grazie alla collaborazione di http://www.giscover.com. Itinerario tracciato da alessandro menozzi, utente di Giscover

LA VAL CURONE E LA VIA DEL SALE..

(20 LUGLIO 2008)

Un meteo non entusiasmante e tanta voglia di relax.. e così la meta diventa la Val Curone, una zona non lontana da Milano a cavallo tra le province di Pavia e Alessandria. Una telefonata agli amici Cerry e Roby ed eccoci a Villanterio, da qui prendiamo in direzione Zavattarello, tagliamo per le dolci colline dell'OltrePò e presto ci troviamo nella bellissima Varzi. Due chiacchiere e proseguiamo verso la Val Curone, la nostra meta è Lunassi, una piccola frazione di Fabbrica Curone, che conta sette abitanti fissi che diventano circa trecento nel periodo estivo. In questo paesino il Circolo Lunassese ha creato un piccolo museo della vita contadina raccogliendo strumenti e oggetti d'antiquariato degli stessi abitanti. Raggiungiamo il paese verso mezzogiorno e così dopo un semplicissimo e graditissimo aperitivo, andiamo a visitare il museo attivo dal 2000. Chiacchieriamo un po' con il responsabile, sicuri di tornare ancora, soprattutto dopo aver sentito i buonissimi profumi che escono dalla cucina del circolo.. Ci rimettiamo in moto e tornando sui nostri passi troviamo nel piccolo affluente del torrente Curone un buon posticino per il nostro pic-nic. Il sole si nasconde tra le nubi, qualche goccia rinfresca l'aria e propizia una lunga pennichella. Tre ore di bellissimo riposo, persi in mezzo ad una natura brulla, incontaminata e lontana dal traffico. Siamo ormai a metà pomeriggio e così decidiamo di tornare verso casa, magari senza far la stessa strada.. e così decidiamo di provare a scavallare la valle e raggiungere la Val Staffora.. avevo curiosato un po' su internet, sapevo che la strada c'era, ma non sapevo esattamente da dove partiva, se era asfaltata o meno, l'unica cosa che conoscevo era l'esistenza di una serie di strade vicinali.. ed eccoci alla ricerca della giusta via, raggiungiamo il piccolo paese di Forotondo.. dopo un vano tentativo, un gentile signore del posto ci spiega da dove poter prendere la giusta via. Perfetto! Presto l'asfalto cede il posto a un fondo naturale reso regolare da una gettata di ghiaia, la strada si inerpica dolcemente seguendo le forme della montagna, attraversiamo boschi bellissimi e presto ci dobbiamo fermare.. c'è un cancello.. un cartello vicino ci avvisa che si può passare ma bisogna stare attenti a richiuderlo, in quanto è zona di pascolo. Siamo immersi nella natura e presto scopriamo di essere sulla Via del Sale, o meglio stiamo percorrendo un tratto di questa serie di vie, antiche rotte per il trasporto del sale e del commercio in genere che scavallando l'Appennino collegavano la Liguria alla Pianura Padana. Nate per evitare ai trasportatori dell'epoca dogane e banditi, solitamente queste vie sono collocate sui declivi dei monti, restano spesso in cresta per poi attraversare boschi e scendere a valle raggirando i paesi abitati. Sono felice! Spesso ho sentito parlare di queste vie ma esserci sopra e tutta un'altra cosa! Presto il bosco cede il passo al pascolo, un altro cancello e poi eccoci sul Monte Bagnolo (mt. 1547). Ci fermiamo ad ammirare l'Appennino in tutta la sua bellezza, il cielo mischia l'azzurro al grigio intenso di nubi attraverso le quali parchi raggi cercano di raggiungere il suolo creando delle piccole righe verticali grigio chiaro. Da qui si vedono il Passo del Penice, quello del Brallo e più a ovest il Passo del Giovà. L'aria fresca e il vento ci fan ricordare che la giornata volge al termine. Accendiamo le moto e proseguiamo la sterrata, scendiamo di quota e la terra presto cede il posto all'asfalto. Prendiamo nuovamente per Varzi, percorrendo la Val Staffora. Tagliamo per le colline dell'OltrePò che a loro volta cedono il posto alla pianura. É giunto il momento di dividerci, salutiamo i nostri amici di scampagnata e si torna a casa con il sorriso sotto al casco.

Grazie Roby, grazie Cerry, un lampeggio alla prossima.

Morgana e Flipper

foto e report completo su: http://www.motoflipperando.it

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Martedì, 05 Febbraio 2013 22:12

Pavese nascosto

Itinerario di Mototurismo pubblicato grazie alla collaborazione di http://www.giscover.com. Itinerario tracciato da alessandro menozzi, utente di Giscover

PAVESE NASCOSTO
(6 APRILE 2008)

Questa domenica dovevamo stare tranquilli e lasciare riposare la vecchia signora.. ma un diavolo tentatore anzi due, Eleonora e Primo, ci hanno istigati con la proposta di un giretto tranquillo.."Andiamo a trovare un vecchio amico e la sua famiglia, ha una trattoria in un paesino nelle colline del pavese" sono state le loro parole. Partiamo che il sole è già alto, Flipper e la AT mi aspettano sotto casa ed un cielo grigio incombe su di noi che ci mettiamo in moto con piovosi presentimenti. Ci rechiamo nei pressi di Tre Re, dove ci attendono i nostri compagni di viaggio con la SuperGuzzi che luccica.. un saluto veloce e si parte. Vediamo scorrere le case e pian piano il verde dei campi sostituisce il cemento.. passiamo da Salice.. poi Varzi la patria del salame, la strada comincia a prender quota.. non proseguiamo verso il Penice, bensì verso il Brallo e poi.. giù per Pian dell’Arma.. la strada comincia a salire, qui il traffico è completamente assente, ci sembra di tirar indietro le lancette dell’orologio di almeno trent’ anni. Ci dirigiamo verso la nostra meta, il paesino di Pei, i campi verdeggianti lasciano il posto ad un paesaggio autunnale, qui la vegetazione è ancora in fase di riposo solo qualche gemma si  affaccia cauta dal lungo sonno invernale. Ci arrampichiamo sempre più in alto, senza incontrare nessuno al nostro passaggio, solo il rombo delle moto e le nostre voci nell'interfono, intorno a noi le montagne sono ancora leggermente innevate.. Mentre il freddo inizia a insinuarsi nelle nostre pesanti giacche, arriviamo a destinazione. Il paesino ci accoglie silenzioso, c'è un'unica grande via che porta alla chiesa, veniamo accolti dagli amici di Primo e Eleonora. Il ristorante di loro proprietà apre il mese prossimo.. siamo soli! Il locale è tutto per noi! Abbiamo la possibilità di fare quattro chiacchiere in cucina mentre un meraviglioso riso con funghi cuoce rilasciando un invitante profumo. Pranziamo in allegria, poi ci concediamo una passeggiata fino alla Chiesa, i nostri amici ci hanno spiegato che in questo paese vivono compresi loro e il parroco 14 persone che coabitano in armonia e che la strada dove si affacciano le case che è praticamente l'unica del paese, fino a poco tempo fa non aveva nome, ora si chiama Via della Chiesa. Davanti alla Casa del Signore troviamo il suo custode. Il parroco cordialmente ci accoglie, ci mostra orgoglioso il presepe che ha fatto proprio con le sue mani, anche se siamo un attimo fuori tempo, è comunque bello vederlo si percepisce tutto l'amore che questo piccolo grande uomo ci ha messo per farlo. Don Enzo ci invita a bere un caffè in canonica, mi sembra di vivere in un altro mondo, perso nel tempo, io e Flipper rimaniamo ammaliati dal forte carisma e dalla spiritualità che questo prete emana, finito il caffè e le chiacchiere, scendiamo per la via torniamo al ristorante e salutiamo i nostri amici, il sole sta calando dobbiamo ripartire.. siamo già in ritardo ma quando si sta bene in un posto il tempo vola.. Ancora silenzio, solo il rombo dei motori ci circonda! Passiamo il Passo del Giovà che solo poche settimana fa Flipper ha trovato  chiuso per  neve, questa volta è aperto lo percorriamo, passiamo la Colletta e arriviamo al Passo Brallo, da qui scendiamo dolcemente verso casa. A Tre Re, salutiamo i nostri amici e torniamo verso Milano.. un altra giornata baciata dal sole è trascorsa, altri paesaggi altre persone, altre emozioni ma sempre la stessa gioia nel cuore! Grazie amici, grazie AT e grazie! 

foto e report su www.motoflipperando.it

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Martedì, 05 Febbraio 2013 22:10

Fantasma pavese

Itinerario di Mototurismo pubblicato grazie alla collaborazione di http://www.giscover.com. Itinerario tracciato da alessandro menozzi, utente di Giscover

 FANTASMA PAVESE..

(13 APRILE 2008)
 
Oggi è una giornata speciale infatti è il compleanno della parte femminile del team "Diavoli & Tentatori" che anche questa domenica, dopo ben una settimana di mal tempo, ci stuzzica con l'idea di un "giretto corto" nella nostra bella Lombardia. Con la scusa di festeggiare il compleanno di Eleonora, ci troviamo nuovamente in sella alla AT pronti per andare ancora nel pavese, questa volta alla ricerca di un fantasma.. Partiamo sul tardi, non siamo distanti da dove dobbiamo andare.. sembra impossibile che pochi chilometri cambino così tanto il paesaggio,in effetti in linea d’aria saremmo a 50 km al massimo! eppure ci troviamo ben presto in quella che chiamano "Val Verde", adesso ho capito perché!.. si vedono solo prati e colline! Siamo immersi nel verde più scintillante, non poteva avere altro nome, se poi si pensa che siamo in primavera e che i giorni indietro ha piovuto.. ecco i prati luccicare e l’erba che sbatte dolce al soffio di una brezza tesa! Ci rechiamo a vedere il Castello Verde, una costruzione che risale si pensa al 1155.. ci appare diroccata e con poco più di una torretta di avvistamento ma comunque molto suggestiva. Con un bellissimo prato a farle da contorno! Questa rocca resistette a innumerevoli assalti dei quali si ha notizia ma non è noto nè quando fu distrutta nè da chi, diventando così ciò che ora vediamo. Vicino a queste rovine troviamo anche la chiesetta della Madonna della Neve eretta dai Malaspina poi sconsacrata e ora riconsacrata, pare sia stata luogo di apparizioni della Vergine. Finita la nostra visita ci spostiamo verso un ristorante che è stato già collaudato dai nostri compagni di viaggio, ma ahimè la gestione è cambiata oppure il cuoco non è dell'umore giusto e quindi.. mangiamo senza infamia e senza lode.. Il tempo non è dei migliori e perdiamo parte della comitiva, noi impavidi e con la voglia ancora di moto in compagnia di Primo e Eleonora ci movimentiamo verso il Castello Dal Verme meglio noto come il Castello di Zavattarello. Siamo molto fortunati stà per partire una visita guidata che ci conduce poi per tutto il castello, iniziamo dalle prigioni.. passiamo poi per le cucine e successivamente nel salone dei banchetti. La nostra guida ci spiega con dovizia di particolari tutta la storia del castello a partire dal medioevo.. epoche che si perdono nella notte dei tempi fino a quasi i giorni nostri. Il racconto spazia tra storia e leggenda e proseguendo la visita ci troviamo in una stanza dove si dice avvengano strani e inspiegabili fatti. In questa camera dormiva Pietro Dal Verme il figlio dei signori del castello. Questo era promesso sposo di Chiara Sforza ma, contravvenendo alle consuetudini del tempo, rifiutò per sposare una donna di umili origini Camilla Del Maino.. ancora non sono note le circostanze ma Camilla morì non si sà se perì di morte naturale o assassinata, Pietro libero da vincoli accettò le nozze con Chiara. Quest’ultima, che mai dimenticò l'affronto di essere stata rifiutata per un altra donna, pochi giorni dopo il matrimonio lo avvelenò. Dopo questi sanguinosi avvenimenti, si dice che le anime inquiete dei protagonisti vaghino senza pace nella notte producendo rumori inconsueti.. nasce così la leggenda del fantasma. Finita la visita scendiamo dai piani più alti dai quali si gode una meravigliosa vista fino all' uscita. La giornata è finita e si torna verso casa,abbiamo fatto bene a essere temerari e senza paura! solo qualche goccia ha bagnato i nostri giubbotti e ora, a visita finita, scopriamo che il sole ha fatto capolino dalle grigie nubi, ed è con questa luce calda e meravigliosa che ci dirigiamo verso casa. Arrivo a destinazione saluto Flipper e la AT e silenziosa ripenso alla giornata e mando un saluto tacito ai fantasmi..
Morgana
 
P.S.: spesso ci poniamo delle mete lontane.. spesso cerchiamo di vedere oltre l'orizzonte..  spesso non vediamo ciò che ci viene mostrato davanti agli occhi.
Flipper

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