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Qui di seguito gli itinerari di mototurismo che vi porteranno a scoprire gli angoli più nascosti dell'Oltrepò Pavese. In anteprima vedrete i percorsi sulle google maps trovando i riferimenti per le strutture ricettive più vicine e i beni culturali che potrete visitare percorrendo gli itinerari.
Dopo un inverno travagliato, finito il mega tagliando alla Vecchia Signora, ho una gran voglia di farla girare, sono pronto a ricominciare.. ma il tempo? Non è dei migliori e così si comincia senza esagerare. Direzione.. il pavese!
Il mio amico Primo spesso mi ha parlato della ValVerde e così cartina alla mano decido il percorso, ci voglio passare per poi giungere al Passo Penice. Un giretto per togliere la ruggine invernale e per vedere se tutto gira bene. Parto alle 14,00 con un sole pallido che si nasconde per molto tempo sotto nuvole grigie e tristi. Accesa la mia africa, il motore comincia a girare lento sotto i 900 giri.. la leggera vibrazione al manubrio è di buon auspicio, in breve tempo mi ritrovo sul statale del naviglio pavese con un sorriso autoironico.. questa vecchia signora a dispetto di qualche meccanico.. non è certo da buttar via.. mentre penso alle parole che avrei voluto dire a questi, accelero e inserita la quinta tutto è alle spalle.. superato il vecchio ponte sul Po' della SS617 mi lascio alle spalle Rocca de' Giorgi e comincio a salire sui dolci colli pavesi che in questa stagione si cominciano a risvegliare.. il verde dei prati man mano che salgo è sempre più intenso e mi lascio cullare tra le curve al gentil scalpitare del motore. Mi ritrovo sulla Sp203, una delle tante "strade dei vini e dei sapori" che questa zona ci regala, mi fermo nella piccola fraz. di Casa del Matto e non riesco a trattenermi dal far una foto alla Vecchia Signora sotto il cartello. Raggiungo la ValVerde che in questa stagione da' il meglio di se stessa e percorrendo quasi per caso un piccolo giro panoramico giungo al paese omonimo, facendo una breve sosta alla chiesetta dedicata alla Madonna della Neve (secolo XVI), qui c'è anche il Castello Verde (secolo IX). La strada scorre verso la Val di Nizza ma presto lascio la principale per seguire verso il Castello di Oramala..passo un piccolo ponticello e prendo la prima stradina a destra.. ed ecco uno scoiattolo! bellissimo con un manto rossastro che lesto si arrampica su un albero. Mi guarda, io dolcemente mi fermo ma tempo di prendere la macchina fotografica e mi scappa nelle frasche. Occasione mancata, peccato! riprendo la strada che presto mi porta al castello, giusto il tempo per fare una foto, avrò occasione di fermarmi per a visita, e mi dirigo verso Varzi, poi prendo per il Passo Penice. La strada è sempre stupenda.. mi sento a casa! Raggiunto il passo dò un'occhiata alle piste da sci, sulle quali piccole lingue di neve lasciano il ricordo dell'inverno, ritorno indietro per poco più di un Km poi prendo la strada che stando in costa raggiunge il Passo del Brallo. Arrivato al paese a cavallo tra la Lombardia e l'Emilia, proseguo per il Passo Giovà.. lungo la strada che stretta si inerpica velocemente, leggo un cartello che avverte della chiusura fino ad aprile del passo! Non ci posso credere.. doveva essere il terzo passo della giornata.. decido di proseguire, lungo la strada incontro altri due cartelli, l'ultimo dei quali affiancato da una transenna.. continuo nella speranza che non ci siano problemi.. ahimè dopo pochi Km, superati tre tratti con neve.. mi ritrovo in un pianoro, davanti a me inizia una salita tutta innevata, scendo dalla moto e mi incammino.. qui la strada è sempre in ombra e la neve dura sotto di sè cela delle lastre ghiacciate. Sono da solo e non me la sento di rischiare. Il giro è finito e decido di tornar indietro.. ecco il perchè del titolo "2 passi e 1/2".
Questa domenica dovevamo stare tranquilli e lasciare riposare la vecchia signora.. ma un diavolo tentatore anzi due, Eleonora e Primo, ci hanno istigati con la proposta di un giretto tranquillo.."Andiamo a trovare un vecchio amico e la sua famiglia, ha una trattoria in un paesino nelle colline del pavese"sono state le loro parole. Partiamo che il sole è già alto, Flipper e la AT mi aspettano sotto casa ed un cielo grigio incombe su di noi che ci mettiamo in moto con piovosi presentimenti. Ci rechiamo nei pressi di Tre Re, dove ci attendono i nostri compagni di viaggio con la SuperGuzzi che luccica.. un saluto veloce e si parte. Vediamo scorrere le case e pian piano il verde dei campi sostituisce il cemento.. passiamo da Salice.. poi Varzi la patria del salame, la strada comincia a prender quota.. non proseguiamo verso il Penice, bensì verso il Brallo e poi.. giù per Pian dell’Arma.. la strada comincia a salire, qui il traffico è completamente assente, ci sembra di tirar indietro le lancette dell’orologio di almeno trent’ anni. Ci dirigiamo verso la nostra meta, il paesino di Pei, i campi verdeggianti lasciano il posto ad un paesaggio autunnale, qui la vegetazione è ancora in fase di riposo solo qualche gemma si affaccia cauta dal lungo sonno invernale. Ci arrampichiamo sempre più in alto, senza incontrare nessuno al nostro passaggio, solo il rombo delle moto e le nostre voci nell'interfono, intorno a noi le montagne sono ancora leggermente innevate.. Mentre il freddo inizia a insinuarsi nelle nostre pesanti giacche, arriviamo a destinazione. Il paesino ci accoglie silenzioso, c'è un'unica grande via che porta alla chiesa, veniamo accolti dagli amici di Primo e Eleonora. Il ristorante di loro proprietà apre il mese prossimo.. siamo soli! Il locale è tutto per noi! Abbiamo la possibilità di fare quattro chiacchiere in cucina mentre un meraviglioso riso con funghi cuoce rilasciando un invitante profumo. Pranziamo in allegria, poi ci concediamo una passeggiata fino alla Chiesa, i nostri amici ci hanno spiegato che in questo paese vivono compresi loro e il parroco 14 persone che coabitano in armonia e che la strada dove si affacciano le case che è praticamente l'unica del paese, fino a poco tempo fa non aveva nome, ora si chiama Via della Chiesa. Davanti alla Casa del Signore troviamo il suo custode. Il parroco cordialmente ci accoglie, ci mostra orgoglioso il presepe che ha fatto proprio con le sue mani, anche se siamo un attimo fuori tempo, è comunque bello vederlo si percepisce tutto l'amore che questo piccolo grande uomo ci ha messo per farlo. Don Enzo ci invita a bere un caffè in canonica, mi sembra di vivere in un altro mondo, perso nel tempo, io e Flipper rimaniamo ammaliati dal forte carisma e dalla spiritualità che questo prete emana, finito il caffè e le chiacchiere, scendiamo per la via torniamo al ristorante e salutiamo i nostri amici, il sole sta calando dobbiamo ripartire.. siamo già in ritardo ma quando si sta bene in un posto il tempo vola.. Ancora silenzio, solo il rombo dei motori ci circonda! Passiamo il Passo del Giovà che solo poche settimana fa Flipper ha trovato chiuso per neve, questa volta è aperto lo percorriamo, passiamo la Colletta e arriviamo al Passo Brallo, da qui scendiamo dolcemente verso casa. A Tre Re, salutiamo i nostri amici e torniamo verso Milano.. un altra giornata baciata dal sole è trascorsa, altri paesaggi altre persone, altre emozioni ma sempre la stessa gioia nel cuore! Grazie amici, grazie AT e grazie!