Varzi è un antichissimo paese situato nel cuore dell’Oltrepò collinare, all’interno di una conca al centro della Valle Staffora, rinomato per i suoi sentieri, ma anche per i tipici prodotti gastronomici: dal salame crudo D.O.P. alla torta di mandorle, per arrivare alla coltivazione delle mele ed alla ricchezza di funghi e castagne.
Già in epoca romana il territorio fu abitato dai
Liguri e successivamente dai Romani. Fu però nel Medioevo che Varzi iniziò ad affermarsi, grazie ai
Malaspina, indiscussi signori della zona, come testimoniano i numerosi castelli da loro eretti sulle alture limitrofe. Il borgo dipese prima da Tortona, poi dal Monastero bobbiese di
S. Colombano e, successivamente, fu inserito nei domini alle dipendenze del castello di
Oramala. Nel XII secolo, poi, il paese, grazie alla sua posizione strategica, proprio al centro delle strade per Genova, Bobbio e Piacenza, divenne uno dei più importanti snodi commerciali della “Via dei Feudi Imperiali”, meglio nota come “Via del Sale”, attraverso la quale venivano trasportate le merci che partivano da Genova per raggiungere Milano e viceversa. Verso la fine del ‘200,
Varzi, sempre più ricco e fiorente, divenne la capitale del Marchesato dei Malaspina, dai quali vennero eretti il
castello, la triplice cinta muraria e il borgo antico.
Tuttavia, nel corso del XIV secolo, i Malaspina cominciarono a decadere, lasciando campo libero ai
Visconti di Milano. Successivamente, i Savoia unirono il borgo a Bobbio. Soltanto dopo essere stato teatro delle razzie delle truppe napoleoniche Varzi tornò a far parte del Regno di Sardegna: quando, nel 1860, la provincia di Bobbio cessò di esistere, il paese divenne a tutti gli effetti un Comune della provincia di Pavia.
DA VEDERE A VARZI
Camminando per le stradine dai nomi pittoreschi (
vicolo Dietro le Mura, via del Rosario, via di Dentro), ammirando il castello, le torri, i portici imponenti e le case del centro storico, sembra che a Varzi il tempo si sia fermato.
Tra gli edifici più suggestivi, vi è sicuramente
Villa Leveratto Mangini, . Una casa costruita nella seconda metà del 1700 ed abitata da sempre dall’omonima famiglia, composta da facoltosi proprietari terrieri.
Affascinanti sono poi il
borgo antico ed il
castello, con la facciata risalente al XVIII secolo, posto di fronte alla piazza del
Municipio ed attualmente abitazione privata, insieme alla torre quadrangolare laterale, la Torre Mangini e quella detta dell’Orologio perché termina con una cella campanaria con orologio sottostante. Interessanti anche i due
Oratori, quello dei Bianchi e quello dei Rossi, colori che simboleggiavano le due confraternite che li frequentavano. Da non perdere anche la
Chiesa dei Cappuccini, situata nella parte bassa del paese e dedicata al patrono
S. Germano, significativo esempio di architettura religiosa, risalente al 1100. Più recente è invece la Chiesa parrocchiale, costruita nel 1580 proprio dove sorgeva l’oratorio malaspiniano di S. Salvatore, con all’interno uno splendido altare in marmo in stile neoclassico ed un coro barocco in noce del ‘600.
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Segnalato da
Agenzia Creativamente