Prima di diventare feudo dei
Malaspina, Valverde, durante il Medioevo, fece parte del
Monastero di S. Colombano di Bobbio. A seguire, all’inizio dell’anno
1000, passò ai vescovi del centro piacentino. In tempi recenti, dal punto di vista amministrativo, venne aggregato a
Zavattarello ed ottenne l’indipendenza come
Comune solo nel 1956.
Per quanto riguarda l’etimologia del nome, se non è possibile risalirvi con precisione per il borgo, risulta molto semplice farlo per numerose frazioni limitrofe, come Casa Balestrieri o Casa Panettieri, in cui, con ogni probabilità, risiedevano, in epoca antica, le persone addette alle forniture di prodotti, quali pane e balestre, per il signore locale.

DA VEDERE A VALVERDE
A Valverde meritano sicuramente una visita
i ruderi del Castello, costruito in maniera strategica per scorgere i nemici provenienti dalle valli circostanti. Da qui, infatti, si può godere di uno stupendo panorama. Nel corso dei secoli il maniero ebbe differenti proprietari, come i
Malaspina di Oramala, i
Landi e i
Dal Verme. Impossibile risalire all’epoca esatta in cui venne distrutto, anche se comunque ciò avvenne dopo il ‘500.
Degna di nota è anche la
Chiesa parrocchiale di S. Stefano, costruzione di origine romanica, in cui si possono ammirare i particolari decorativi in arenaria e cotto utilizzati dai costruttori nel XIII secolo. Molto bello anche il portale romanico con arco a tutto sesto.
A poca distanza, poi, si può ammirare la
Chiesina della Madonna della Neve, posta in un rigoglioso giardino comunale, a pochi passi dai resti del Castello, e fatta erigere dai Malaspina nel ‘600. Fu quindi sconsacrata e soltanto nel 1852, quando si diffuse la voce che la Madonna era apparsa tra le rovine, venne restaurata.
Segnalato da
Agenzia Creativamente