Oliva Gessi è uno dei tanti paesi collinari dell’
Oltrepò Pavese in cui è possibile ritrovare un contatto diretto e spontaneo con la
natura, che qui si presenta agli occhi del
turista in tutta la sua varietà e bellezza.
Dal punto di vista storico, le prime notizie relative al paese risalgono al 972 e si riferiscono ad una donazione di Ottone I. A beneficiarne fu, in un secondo tempo,
Teofania, la moglie di Ottone II, che cedette poi i beni acquisiti al Monastero delle Cacce di Pavia; quest’ultimo fece quindi erigere la Parrocchia dedicata a S. Martino, poi ricostruita per volere della
Marchesa Anna Francesca Isimbardi nel 1685.
Per quanto riguarda l’origine del nome, con Oliva (in passato Olivia) veniva indicato l’
antico borgo medievale che faceva parte del feudo di Montalto. Gessi, invece, deriva dal fatto che nella zona si trova un grande affioramento di gesso, anticamente utilizzato per ottenere pietre da costruzione e da ornamento.
DA VEDERE
Una delle attrattive storico-artistiche di maggior rilievo ospitate da Oliva Gessi era sicuramente rappresentata dal
Castello, che, molto probabilmente, esisteva già nel X secolo, ma i cui resti oggi non sono quasi più visibili, dato che, all’inizio dell’ ‘800, la famiglia Isimbardi li inglobò in uno
sfarzoso palazzo che fece costruire, abbellendolo con uno splendido giardino. Parte dell’antica costruzione, in particolare il lato orientale e quello settentrionale, rientrano attualmente nell’ambito di una azienda agricola locale.
Importante è anche la
Chiesa parrocchiale, dedicata a
San Martino, che ospita una statua raffigurante Monsignor Luigi Versiglia, un vescovo che, nel 1930, venne martirizzato in Cina e proclamato Santo nel 2000. L’affresco sopra l’ingresso raffigura invece lo stesso San Martino nell’atto di tagliare il suo mantello per donarlo ai poveri.
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Segnalato da
Agenzia Creativamente