Stampa questa pagina
From:

Pieve S. Zaccaria

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)

Descrizione

Esterno. Facciata: realizzata nel 1895, riprende lo stile barocco. La parte inferiore risulta divisa in scomparti da sei lesene (solo quelle centrali sono piuttosto aggettanti), con capitello a modanatura lineare e basamento in pietre e mattoni a vista. Le porzioni più esterne presentano, al centro, una nicchia con statua. La parte centrale è caratterizzata da un portale d’ingresso rettangolare con frontoncino curvilineo spezzato. Superiormente, una finestra con architrave curvilinea. La parte superiore della facciata presenta quattro lesene (stesse caratteristiche delle precedenti, solamente più corte); nella parte centrale, una monofora quadrilobata.

La facciata termina, nelle parti più esterne, con profilo curvilineo. Il timpano, con cornice a modanatura lineare, presenta sime mistilinee terminanti in vertice curvilineo.
Una piccola galleria coperta, con passaggio ad arco a tutto sesto, collega sul lato sinistro la tribuna della chiesa con l’attiguo edificio.
Lato destro: la parete corrispondente alla navata, presenta cinque monofore; da notare la sporgenza corrispondente alla cantoria e quella relativa al corridoio d’accesso alla sagrestia.
Lato sinistro e zona del coro: senza particolari elementi decorativi.
Il campanile presenta una cornice a mensola a modanatura lineare, proprio sotto la cella campanaria. Quest’ultima è caratterizzata, su ogni lato, da unico fornice ad arco a tutto sesto.
Interno. Controfacciata: è caratterizzata da un nartece a sei campate divise tra loro da archi a tutto sesto e coperte da volta a crociera; la campata centrale in controfacciata è occupata dalla bussola d’ingresso in legno con riquadri vitrei; le campate più vicine alla controfacciata sono più strette rispetto a quelle più avanzate; agli angoli con la controfacciata, due semicolonne in cemento intonacato con capitello. Ai lati della bussola, due capitelli pensili. Sul lato destro del nartece, all’angolo con la controfacciata, si ha un ingresso rettangolare per accedere, con una rampa a chicciola in pietra, alla galleria (o tribuna); segue capitello pensile. Segue un ingresso ad arco a tutto sesto in profonda nicchia (copertura a volta a botte) contenente confessionale; nella parete frontale, una monofora. Segue semicolonna. Il nartece è caratterizzato da quattro colonne in pietra detta “serena”, con piedistallo cubico. Il lato sinistro del nartece risulta uguale al lato destro: presenta anch’esso un ingresso alla galleria. L’arco di accesso alla nicchia profonda con confessionale risulta però a sesto ribassato. 
La galleria che si sviluppa sopra il nartece, risale al XVIII secolo: anch’essa è caratterizzata da un colonnato che la suddivide in campatelle. In questo caso il fusto delle colonne, rastremato come quelle del nartece, risulta però più contenuto, con un piedistallo più sviluppato in altezza. In controfacciata, il finestrone rettangolare entro un incavo con parte superiore ad angoli smussati; sulla destra, una finestra quadrata ed una scalinata di accesso ad una seconda galleria, sovrapposta alla precedente nel 1780; sulla sinistra, un’analoga scalinata. Le due gallerie sovrapposte presentano sul fronte due belle ringhiere in ferro battuto.
Lato destro: Prima nicchia profonda: risulta sopraelevata da gradino. L’ingresso è ad arco a tutto sesto che termina, sui lati, in due lesene sporgenti e con capitello a modanatura semplice. Le pareti laterali sono decorate da cornice a modanatura; la parete di fondo ha una monofora a poligono entro incavo di forma analoga.
Seconda nicchia profonda: uguale alla precedente, ma con altare e pareti decorate a stucchi; finestra quadrata e copertura a volta a botte.
Terza nicchia profonda: stesse caratteristiche, con altare ed una finestra a poligono; la parete verso il presbiterio ha un’apertura con un gradino, per accedere alla cantoria.
Lato sinistro: uguale al lato destro.
Presbiterio: vi si accede superando gradinata in marmo, a tre alzate. Sulla destra, la cantoria: uno spazio rettangolare con ingresso ad arco a tutto sesto; da lì parte uno stretto e lungo corridoio con volta a botte, che conduce alla sagrestia. Quest’ultima consiste in uno spazio rettangolare con volta a padiglione affrescato. Sulla sinistra del presbiterio, al di là di una balaustra in cemento intonacato e dipinto, vi è uno stretto vano rettangolare che comunica tramite una porta con l’esterno dell’edificio, e tramite una grata, con la sagrestia.
Coro: senza particolari elementi decorativi.
Le pareti interne della chiesa sono decorate con cornice a modanatura composita. 

Cronologia
Edificata nel XVI secolo ed ampliata nel 1728.
Sistema Urbano
L’edificio, edificato su di un poggio (“Via Umberto I”), domina l’abitato. 
Tipologia
PIANTA: Rettangolare, navata unica con profonde nicchie laterali e torre campanaria di pianta quadrata, sul lato sinistro del coro.
COPERTURA: Navata: tetto a due falde con profilo a capanna, ricoperte da coppi in laterizio.
VOLTE: Navata e presbiterio: volta a botte con unghie. Coro: volta a crociera. 
SCALE: Tre gradini in pietra per accedere all’edificio.
TECNICHE MURARIE: Paramento esterno: Facciata: intonaco dipinto. Lato destro: pietre a vista legate con malta. Lato sinistro: intonaco. Paramento interno: intonaco dipinto, con soffitti affrescati. 
PAVIMENTI: In marmo a mosaico, realizzato nel 1935.
Vicende costruttive
L’attuale chiesa, chiamata San Lorenzo, sorse dopo la metà del XVI secolo. Non si conosce l’anno esatto di costruzione: si sa soltanto che fu iniziata dopo la distruzione di quella di Sant’Albano ad opera dei Piacentini nel 1548, e che i lavori, o non cominciarono subito, o andarono molto a rilento, tanto che solamente nel 1592 la chiesa, benché ancora incompleta, poté essere consacrata dal Vescovo di Bobbio, Mons. Camuzio, il quale la dedicò ai SS. Lorenzo ed Eugenio e pose nell’altare le reliquie della Beata Margherita. Durante una visita pastorale nel 1602, il Vescovo, trovata la chiesa ancora come l’aveva lasciata, ordinò che i lavori fossero portati a termine entro due anni, ordine che per altro non fu mai eseguito, forse per difficoltà di ordine finanziario o più probabilmente per altre inerenti al terreno franoso su cui sorgeva. Non si spiegherebbe altrimenti il fatto che il vescovo, constatate le difficoltà per il completamento della chiesa, nel 1605 venne nella determinazione di farne costruire una nuova sull’attuale piazza, più vicina alla canonica, anche per dare maggiore comodità alla popolazione. Ma il progetto rimase tale e la chiesa non fu mai costruita.
Quando intorno al 1728 si venne nella determinazione di porre mano alla antica chiesa, rivelandosi questa insufficiente a contenere una popolazione numerosa, si dovette procedere, oltre che ai restauri, anche al suo ampliamento. In tale periodo, non solo fu allungata, ma fu anche costruita al suo ingresso, una tribuna o galleria poggiata su colonne di pietra.
Successivamente, sopra questa, ne venne costruita una seconda, ricordata in un inventario del 1783. Le due tribune sono chiamate comunemente oggi dalla popolazione “coro dei battuti”, forse in riferimento alle colonne di pietra o alle due belle ringhiere in ferro battute a mano (o forse in relazione a qualche fazione sconfitta su fatti connessi ai lavori intorno alla chiesa). Così nel 1732 la parrocchiale fu di nuovo consacrata dal vescovo di Bobbio Mons. Cornaccioli, e fu dedicata ai SS. Lorenzo, Albano ed Eugenio martiri.
Osservazioni
Non pervenute.
Bibliografia
ENRICO E MILLA CREVANI, Romagnese e la sua storia, 1970.
Thesaurus Montanus Anno 2003"

Letto 3736 volte
Associazione Naturalistica Codibugnolo

Ultimi da Associazione Naturalistica Codibugnolo

Articoli correlati (da tag)

Video