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Chiesa S. Bartolomeo Ap. Bagnaria

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Descrizione

La zona del castello ancora leggibile consiste in un pianoro dalla forma quadrilatera, chiuso verso est dall’unico resto del torrione coperto completamente da vegetazione rampicante.
La zona a nord e ad ovest è racchiusa da un basso muraglione. Adiacente all’angolo nord est di questa prima zona, vi è un secondo pianoro quadrato racchiuso a nord ovest da un basso muraglione. I lati di sud est risultano assai scoscesi.
I pianori appena descritti occupano la parte più elevata dell’abitato. E’ lecito quindi considerare i ruderi rilevati come resti della torre d’avvistamento.

Cronologia
Il castello risale al X secolo.

Sistema Urbano
I ruderi descritti si trovano a ridosso della chiesa parrocchiale. Sono raggiungibili ad ovest dalle ultime case dell’abitato, superando il sagrato della chiesa parrocchiale. Confinano a sud con la chiesa. Ad est e a nord sono circondati da terreni incolti.
Tipologia

PIANTA. Illeggibile per la presenza di vegetazione.

TECNICHE MURARIE. I ruderi rimasti consistono in blocchi di pietra quasi tutti squadrati: alcuni posizionati a secco, altri legati tra loro con malta.

Vicende costruttive
L’origine del castello di Bagnaria non è facilmente databile. Il 27 aprile del 1310, con un atto del notaio Corrado de Castello, Giovanni dei signori di Bagnaria, arcidiacono della Cattedrale di Genova, cede a Franceschiello di Bagnaria la quarta parte della torre del castello medesimo.
Inoltre è importante ricordare che i castelli in pietra risalgono ad un periodo precedente rispetto a quelli in laterizi, e questi ultimi non compaiono mai prima del XIII secolo.
Un altro documento storico a cui fare riferimento, è il "diploma di riconciliazione" tra l’Imperatore Federico I e la città di Tortona.
Il "privilegio" di Federico I che risale al 13 aprile 1157, cita i castelli presenti sul contado tortonese e richiama tra gli altri anche quello di Bagnaria.
Non vi è dubbio quindi che la costruzione del castello risale ad un periodo precedente al 1157 ma la data esatta non risulta reperibile nei documenti sino ad oggi conosciuti.
Si presume che, come la maggioranza delle altre opere di fortificazione costruite nel territorio tortonese, anche il castello di Bagnaria sia stato edificato nel X secolo.
Quel periodo coincise con una diversa organizzazione, anche militare, del territorio voluta dal feudalesimo, oltre a necessità difensive per arginare le invasioni Saracene (sulle coste e l’entroterra ligure) e Ungare (sec. X), queste ultime particolarmente terribili per gli abitanti della Valle Padana. 
Si suppone che quasi certamente furono proprio le ripetute e devastanti invasioni barbariche a spingere le popolazioni dell’epoca a costruire castelli e fortificazioni.
La posizione strategica del manufatto in questione, costruito in pietra e posto nella parte più alta del centro abitato, dimostra che era stata individuata appositamente per poter controllare il passaggio sul fondo valle.
La costruzione, non aveva scopi residenziali, se si escludono le guarnigioni militari che vi dimoravano, e tale destinazione è confermata dal fatto che, all’interno delle mura di Bagnaria, in epoca successiva, venne realizzata una dimora signorile tutt’ora esistente (si veda Palazzo Malaspina).
Gli scopi militari della costruzione (difesa e avvistamento) sono confermati inoltre dal fatto che la torre è in relazione visiva con altri centri fortificati (Cecima, S.Margherita di Staffora) e inserita quindi in un importante sistema difensivo difficilmente superabile.
Il rudere del torrione, che svetta sul paese, è l’unica parte del fortilizio che ha resistito al violento terremoto del 09/10/1828. Già nel 1551 (23 ottobre), questo aveva subito gravi danni.

Osservazioni
Con una rimozione totale dei detriti, eliminando la vegetazione infestante (l’edera che avvolge il torrione contribuisce però alla sua stabilità) e salvaguardando i ruderi rimasti, il sito può essere trasformato in suggestivo punto panoramico dalle forti valenze storiche.

Bibliografia
ROLANDO SAPELLI, Bagnaria. Storia uomini e fatti, Guardamagna Editore, Varzi, 1997.
Thesaurus Montanus Anno 2003"

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