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Castello Dal Verme

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Completamente costruita in pietra, con uno spessore murario medio di circa 4 metri, la rocca è è un mirabile esempio di architettura militare ghibellina, la cui funzionalità le ha permesso di resistere a numerosi assedi senza mai venire espugnata. Dalla cima della torre di avvistamento si gode un panorama mozzafiato a 360° delle vallate circostanti, dando la migliore idea della posizione strategica del castello: si possono ammirare i castelli dei dintorni, Valverde, Pietragavina, Torre degli Alberi, fino a Montalto Pavese e alla Pianura Padana.

Nelle giornate più limpide, la catena delle Alpi circonda le colline quasi a volerle stringere in un abbraccio. L'imponente maniero sovrasta il borgo antico abbarbicato sulla collina, che una volta era completamente priva di vegetazione per consentire ai difensori del maniero di avvistare ogni malintenzionato. Oggi invece il verde che attornia il castello è un'area protetta, un parco di circa 79 ettari, di grande rilevanza paesaggistica, geografica, orografica, oltre che storica e ambientale. Tutto il complesso è aperto al pubblico, dalle prigioni alla sala delle feste, dalle cucine alla sala della musica, dal cammino di ronda alla stanza del fantasma, che la leggenda vuole abitata dallo spettro di Pietro Dal Verme, morto di morte violenta nel XV secolo.

Ciò che colpisce di più il visitatore è l'imponenza, la solennità, l'emozione che suscita essere completamente immersi in oltre mille anni di storia, il ripercorrere passo dopo passo, gradino dopo gradino, la vita di centinaia di persone che passando di qui hanno in qualche modo lasciato una loro traccia, un frammento della loro vita e del loro tempo.

Questa eredità è stata accolta dalle guide, dai custodi, dagli amministratori del Comune e da tutti coloro che oggi amano questo luogo magico e si impegnano per trasmettere al presente e al futuro la grande eredità del passato, che è la miglior lezione per iniziare a costruire un futuro migliore. Nelle sale dell'ultimo piano del Castello Dal Verme di Zavattarello dal 2003 ha sede una collezione di arte contemporanea in continua crescita ed evoluzione, che costituisce solo una delle attrattive offerte ai visitatori che a migliaia ogni anno salgono a visitare la rocca medievale. Questa raccolta è il più recente atto di uno sviluppo dei servizi offerti al turista, che grazie all'appassionata attività di chi se ne occupa cresce e rifiorisce di giorno in giorno. Ognuna delle oltre 40 sale del castello è intrisa di antico e di moderno, di secoli e secoli di vicende che si rincorrono e si intersecano, donando al visitatore la sensazione di essere perfettamente immerso nella Storia, diffondendo il sentore della compenetrabilità del tempo e dello spazio, dell'età antica e di quella più moderna nell'unica indivisibile matassa che è la vita di uomini e cose che animarono e animano i luoghi di più profonda memoria.

Ecco uno dei motivi dell'allestimento del Museo d'Arte Contemporanea all'ultimo piano della rocca: dare un senso di profonda continuità al tempo trascorso e alle vite vissute nei corridoi e nelle stanze del millenario edificio. Per mostrare che il tempo non si è fermato, che il castello non si è ridotto a semplice contenitore di reliquie, ma che si è aperto al tempo presente come è rimasto proiettato verso il glorioso passato che sembra rivivere in ogni pietra e in ogni anfratto. La collezione di opere di artisti contemporanei viene costantemente incrementata grazie alle donazioni effettuate dagli stessi artisti al Comune a seguito delle mostre temporanee allestite negli spazi espositivi del castello. La visita al museo, istituito nel 2003, è compresa nelle visite guidate alla rocca Dal Verme.

Tra gli artisti di cui sono visibili alcune opere sono da notare Ernesto Treccani, Alessandro Spadari, Silvia Rastelli, Aldo Gambuzzi, Bruno Gianesi, Gianfranco Rontani. Il Museo d'arte contemporanea è intitolato al Conte Giuseppe Dal Verme e alla moglie Titina Gavazzi, come atto di omaggio al loro grande amore per questa rocca e per l'arte. Il Conte Giuseppe era un artista molto apprezzato, autore di pregevoli tele a olio e acquarelli, una parte dei quali donati dagli eredi al Museo d'arte contemporanea del Castello di Zavattarello.

dott.ssa Sara Rossi Direttore del Museo d'arte contemporanea "Giuseppe e Titina Dal Verme"

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Sara

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