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Museo Archeologico di Casteggio

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Il Museo Archeologico di Casteggio è l'unico museo archeologico dell'Oltrepò Pavese abilitato dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici della Lombardia alla consrvazione di tali beni, che occasionalmente vengono ritrovati in tutta la zona oltrepadana, ospita materiale di scavo di epoca che và dal neolitico all'epoca celtica e romana ed in particolare, materiale fittile, ceramica grigia denominata a pareti sottili proprio per l'esiguo spessore delle pareti, ceramica nera denominata campana e ceramica rossa denominata aretina, oggetti di uso quotidiano bronzeo, ninnoli in pasta vitrea, lacrimatoi, lucerne con impressi i marchi dei vari produttori locali, una testina pregevole in bronzo celtica, elementi di collana in pasta vitrea, monete e due tombe complete; una denominata cappuccina e l'altra che è tipica della zona che è denominata a cassone. Infatti sono utilizzati un gran numero di mattoni sovrapposti che costituisce l'impianto della sepoltura che ha forma di un cassone. Il Museo è costituito da quattro sezioni: La geologia e la paleontologia: che raccoglie testimonianze delle prime forme di vita che hanno preceduto l'avvento dell'uomo. La preistoria e la protostoria : dal neolitico (IV millenio a.c.) con la capanna di Cecima fino all'arrivo dei popoli celtici passando per l'età del rame, del bronzo e del ferro, ospita reperti come vasi in ceramica, oggetti in bronzo, strumenti in pietra. L'età romana, tardoantica e medievale: molto ricca di manufatti tra i quali spiccano un calice di produzione renana, un pregiato vassoio realizzato a stampo ed un bellisssimo spechietto in vetro e stagno e due statuette che rappresentano Mercurio e Giove, o la patera in terra sigillata dotata di bollo in planta pedis e da ultimo il putto in bronzo da via Anselmi. Le collezioni: ospita materiali donati da privati cittadini, si tratta di oggetti  provenienti dall'Oltrepò Pavese ed in parte dall'Italia centrale e meridionale tra cui un bucchero  etrusco ed una brocca daunia. Il Museo proprio per la grande varietà di reperti è particolarmente  indicato a visite scolastiche didattiche per apprendere gli usi ed i costumi degli antichi abitanti della zona.

Casteggio è l'antica Clastidium toponomasticamente individuata in Casteggio dal grande storico tedesco Theodor Mommsen e conserva ancora, in alcune sue zone il retaggio di sostantivi latini. La parte alta del paese è denominata Pistornile da pistrinum macina o mulino, sempre nella parte alta del paese si trova Via delle Fosse da fovea deposito di grano. Nella località denominata in vernacolo "Mason" era localizzata la mansio romana, stazione di posta e cambio dei cavalli. In tutta la Provincia di Pavia solo due località possedevano la stazione di posta, Clastidium e Laumellum oggi identificata con Lomello paese localizzato in e che da il nome alla Lomellina che è un'altra zona della provincia pavese. Sempre in Casteggio in Via Fontana D'Annibale che è una traversa della Statale Padana Inferiore n° 10 vi si trova l'omonima fontana di Annibale, infatti la leggenda vuole che il grande condottiero cartaginese quando strinse d'assedio per 16 anni il paese vi abbeverò i suoi elefanti. Nota è una stele sita in Roma che ricorda la battaglia di Clastidium combattuta nel 222 A.C. dal console Marcello contro il re dei galli Insubri Viridumaro o Britomaro che uccise in singolar tenzone e diede inizio al processo di romanizzazione della pianura padana, a Marcello furono concessi i trionfi opimi. Il re degli Insubri con il suo esercito proveniva da Acerre l'attuale Pizzighettone che come Clastidium era fortezza celtica. Secondo lo storico pavese Capsoni in nome di Clastidium deriva da glas tide in lingua celtica significa terra lucente, forse legata alla via dell'ambra che dal nord Europa, attraverso il fiume Po arrivava fino a noi, per gli antichi Eridano ove cadde Fetonte che conduceva il carro del sole del padre Apollo e fatto precipitare da Giove perchè con la guida dissennata rischiava di bruciare terra e cielo, cadendo in Eridano formò l'ambra secondo la mitologia classica. Il frate pavese Opicino De Canistris (Lomello 1296- Avignone 1352), scrittore, cartografo, miniatore, calligrafo e geografo definiva Casteggio con l'appellativo "Claves Inferni" la chiave dell'inferno, che è piuttosto preoccupante, ma forse riferito in vernacolo all'infarnot infernotto, che è la parte più buia ed oscura della cantina, dove di solito sono messi a maturare in bottiglia i vini migliori e più pregiati.

La sede del Museo Archeologico è localizzata in Via Circonvallazione Cantù n°62 presso la settecentesca Certosa tel. 0383/ 83941 www.museocasteggio.it

ORARI APERTURA

Orario d’apertura:

Lunedì
08.30/12.30
14.30/17.30
Martedì
08.30/12.30
 
Mercoledì
08.30/12.30
14.30/17.30
Giovedì
08.30/12.30
14.30/17.30
Venerdì
08.30/12.30
14.30/17.30
Domenica  
14.30/17.30

Orario estivo (da metà giugno a metà settembre)

Lunedì
08.00/14.00
 
Martedì
08.00/14.00
15.00/18.00
Mercoledì
08.00/14.00
 
Giovedì
08.00/14.00
15.00/18.00
Venerdì
08.00/14.00
 
Domenica
apertura a richiesta
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arno faravelli

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