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Resti Castello Malaspina Brallo

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DESCRIZIONE

Poichè è risultato impossibile accedere all’interno dell’edificio, è opportuno basarsi su descrizione dettagliata tratta da testo.

“...Il territorio di Pregola è nominato in un diploma dell’imperatore Ottone I del 29 luglio 972. In tale documento sono descritti i possedimenti locali del monastero di Bobbio. Sembra che Pregola sia stato donato al Monastero da Re Agilulfo, ed è probabile che l’antico castello e l’intero abitato siano stati costruiti da quei monaci in epoca imprecisabile.  

L’antica rocca era posta alla sommità del cono roccioso che sovrasta l’attuale paese. L’originario fortilizio fu quasi interamente distrutto nel 1571 forse a causa di un incendio. Utilizzando i materiali ricavati dalle macerie, venne poi eretta una nuova e massiccia costruzione denominata da quel momento in poi “castello”. Il castello attuale ha le sembianze di una nobile residenza di campagna, più che di una fortificazione vera e propria. Tale costruzione, risalente alla fine del Cinquecento o, al massimo, ai primi del Seicento, presenta a nord un portoncino d’ingresso con arco a tutto sesto e serramento borchiato a teste di chiodi. L’altro ingresso è a sud, all’altezza della chiesa parrocchiale. La facciata principale è a capanna, caratterizzata da cinque finestrelle intermediate longitudinalmente da una incrinatura della parete. Sul fianco sinistro si notano, in corrispondenza ad un locale rustico, una finestra strombata simile ad una feritoia e, nelle vicinanze, un’apertura difesa da una robusta inferriata cinquecentesca. Il locale interno era adibito a prigione. Le pareti sono in pietra locale a vista. Oltrepassando il portoncino, si entra in un vasto atrio caratterizzato da tre archivolti in precarie condizioni strutturali. Due scale conducono al piano superiore, a sua volta suddiviso in locali gravemente lesionati. Nella sala maggiore, con soffitto su travature lignee, si vede un antico camino sormontato da un grande stemma dei Marchesi Malaspina di Pregola. In un’ampia cucina a pianoterra, esiste un camino a cappa, con due fornelli laterali, oltre al caratteristico focolare...”.

(Le notizie sono state tratte dal testo: MARIO MERLO, Castelli, rocche, case-forti, torri della provincia di Pavia, Casa ed. Fusi, Pavia, 1970).

SISTEMA URBANO

Il castello, circondato da bosco ed altre abitazioni, si erge su uno sperone poco distante dalla strada provinciale per il Passo del Brallo. 

CRONOLOGIA

Risalente alla fine del XVI secolo.

DESTINAZIONE ORIGINALE

Casa-forte.

USO ATTUALE

In attesa di ristrutturazione.

PROPRIETÀ

Privata.

Fonte: Thesaurus montanus. I Beni Architettonici e Artistici della Comunità Montana Oltrepo Pavese, volume e CD rom, ed. Torchio de’ Ricci, Certosa di Pavia, 2003 

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