Si ringrazia il sig. Marco Rossi per il prezioso contributo
Si ritiene che sia stata la chiesa che serviva al culto di tutta la zona dell'alto Appennino pavese, una vera 'Pieve' per i fedeli sudditi dei marchesi Malaspina che dominarono a lungo le valli dello Staffora e dell'Avagnone fino all'estinguersi del feudalesimo. L'edificio posto in un punto strategico della strada su cui transitava il commercio del sale e delle spezie che da Genova, per la Val Trebbia, portava a Milano, ebbe fin dall'inizio il proprio cimitero (un tempo attiguo alla chiesa e diviso da essa dal portichetto di sinistra). Dal punto di vista artistico possiamo notare che la parte esterna dell'edificio ha conservato il suo aspetto originario e ora anche la facciata è stata riportat in pietra a vista come il campanile romanico, di rara bellezza, coperto di lastre di pietra locale, come anche tutto il resto dell'edificio che ci riporta al tipico stile Malaspiniano. Caratteristici sono i due portichetti che delimitano l'area della chiesa e del vecchio cimitero. I muretti di cinta sono stati restaurati nel 1979 mentre l'oratorio è stato risitemato nel 1985. L'interno è ad unica navata e la pavimentazione in sassi locali, mentre l'altare maggiore è in pietra. vi si trovano anche due dipinti ad olio raffiguranti in uno S. Fermo (venerato il 9 agosto) e nell'altro i Santi Gervasio e Protasio con S. Ambrogio. Il crocefisso sopra l'altare è di epoca indefinita in legno locale e rivestito di un leggero strato di gesso. Il fonte battesimale è in sasso locale corroso dal tempo passato sotto terra, dove venne trovato durante gli scavi per il restauro. Last update : 28-06-2007 15:07
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